lunedì 20 febbraio 2017

Travestimenti e giochi di coppia.

Calarsi nei panni di un'altra persona per vivere emozioni nuove nella coppia, permette di giocare in maniera più libera e divertente.
Te lo spieghiamo in questo video https://www.youtube.com/watch?v=I-dp9Rhonq8
Buona visione.
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giovedì 16 febbraio 2017

Il piacere del "sesso anale"

Nella sessualità ci sono moltissimi miti e tabù, alcuni di questi sono nati con la pornografia.
Il piacere anale è uno di questi, da moltissime persone è considerata una pratica dolorosa e rischiosa.
Posso garantirti che non è assolutamente così, anzi è il contrario. È dolorosa solo se viene praticata male, senza rispetto e senza i giusti accorgimenti.

L’ano è una zona ricchissima di terminazioni nervose e fortemente influenzata dall’emotività. L’ano infatti è un’apertura sul perineo che, se hai avuto modo di leggere gli articoli collegati già lo saprai (CLICCANDO QUI trovi un articolo sul potere del perineo, esplorando il blog ne troverai altri), è considerata la culla delle emozioni.
Il perineo (di conseguenza l’ano) si contrae con emozioni come l’ansia e la paura (l’affermazione “ti si è stretto il culo eh!” dopo uno spavento ha il suo perché) e si rilassa quando si è rilassati, eccitati e si è sereni.
Questo aspetto è, direi, fondamentale per chi si vuole approcciare a questa meravigliosa pratica, capace di far provare un piacere estremamente intenso e dilagante.

Ora vorrei spiegarti, in breve, i punti più importanti affinché il rapporto anale porti il piacere che può donare.

- Il desiderio: questo è lo stato d’animo giusto, ma soprattutto il rispetto è alla base del benessere.

- Lentezza: dedicare il giusto tempo, eliminando la fretta e mettendo tanto amore. Se si prova ad approcciarsi a questa meravigliosa pratica con ansia e velocità lo stato d’animo diventerà teso…facendo contrarre il perineo.

- Lubrificante: uno degli strumenti essenziali per praticare in sicurezza i rapporti anali, ne esistono di diversi tipi, anche specifici (lubrificanti anali).

- Dilatazione: questa è parte integrante del piacere anale, è la sua preparazione, importantissima soprattutto le prime volte. Gli strumenti indispensabili per questo sono tantissimi e molto belli, non solo, la dilatazione è un gioco intenso e coinvolgente che fa crescere il desiderio e l’eccitazione.

-Posizione: La scelta della posizione giusta è focale. Spesso c’è l’idea che la posizione sia solo una (pecorina), non è così, anzi, è uno dei retaggi della pornografia. Le posizioni possibili sono infinite. Quella a cucchiaio (sdraiati e, chi viene penetrato/a, con le gambe piegate) permette una maggiore rilassatezza del perineo che aiuta notevolmente la penetrazione.

In questi punti ho tralasciato l’atmosfera di cui abbiamo già scritto

Il rapporto anale è in grado di far provare un piacere intenso, dilagante, profondo, scatena un’energia pazzesca in tutto il corpo…grazie dalla forte nervatura della zona anale.
È fantastico per la donna, ma molto piacevole anche per l'uomo, infatti questo piacere nasce in lei dalla stimolazione indiretta della zona G e in lui una stimolazione diretta della prostata.

Abbi rispetto per te e concediti di sperimentare e godere della sessualità in tutti i suoi aspetti, andando oltre gli stereotipi e il pensiero comune…con una grande dose di amore.

Per approfondire l’argomento rapporti anali e molto molto altro ma sopratutto conoscere tutti gli strumenti per evolvere nel benessere?
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venerdì 16 dicembre 2016

Il Punto G , esiste veramente?

Un video per scoprire i segreti del Punto G.
C'è o non c'è?
Migliaia di donne sostengono di provare piacere da questa zona, allora dove sta la verità?
Scoprilo nel video. Il Punto G ... non esiste!
Buona visione.

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giovedì 5 maggio 2016

La coppetta mestruale Gea e perché mi ha fatta piangere

Sono un'affezionatissima utilizzatrice della coppetta mestruale. La uso da quasi 10 anni, da quando in Italia si riusciva a trovare una sola marca e avevo un'amica più avventurosa di me che la provò per prima e me la recensì. Da allora, non posso più stare senza! Quando sono entrata in Rosso Limone, la coppetta mestruale che commercializzavamo è ovviamente stata uno dei miei primi acquisti per me stessa. E mi trovavo molto bene, come potete intuire.

Poi un giorno mi è stato comunicato che Rosso Limone avrebbe prodotto la propria coppetta, e sarebbe stata diversa da tutte le altre. Lasciate che ve la racconti per spiegarvi come mai quel giorno mi misi a piangere.

Prima di tutto sapete com'è fatta una vagina?

Non quelle degli schemi anatomici, ma quelle vere, vive, morbide guerriere e amanti che abbiamo nel nostro corpo. La nostra vagina non è dritta, non è simmetrica, non è nemmeno precisamente verticale. La vagina è un po' più larga dietro, verso il retto, e più stretta davanti: ci avete mai fatto caso che le teste dei neonati e i peni, cioè quello che di solito ci passa, non hanno sezioni perfettamente tonde? Quella è la forma delle nostre vagine. La vagina è inclinata verso la schiena, per questo alcune posizioni nel rapporto sono più comode di altre, e alcune angolazioni ci fanno inserire meglio le coppette. Dietro, ha il retto in cui a volte stazionano le scorie di cui dobbiamo liberarci, mentre davanti abbiamo la sensibile uretra, che non va troppo sollecitata. La cervice in alto crea una sorta di angolo con il canale vaginale, nel quale riversa i preziosi fluidi della vita e del piacere. La vagina è muscolosa e delicata al tempo stesso.

Ecco, quando abbiamo progettato la coppetta mestruale Gea abbiamo pensato a tutto questo.

E ha pensato che le coppette di solito sono a base tonda, con l'imboccatura piatta, perché ovviamente è più facile produrle in questo modo. Per l'industria tutto quello che è simmetrico e identico è facile, mentre l'asimmetria del corpo è più difficile da seguire.

La coppetta mestruale Gea segue la forma della vagina, più appuntita davanti e più larga dietro.

Di più: è forte dietro, per non spostarsi quando l'intestino è pieno e non possiamo andare in bagno. Più morbida davanti, perché molte donne sono infastidite dalla pressione sull'uretra delle coppette. Il bordo in alto è obliquo, fatto per accogliere la cervice davanti e dietro. Questo permette al bordo di non stare in un unico punto, ma di distribuire la pressione, ancora di più perché il rinforzo più spesso si trova all'interno.

Alcune donne, pochissime a dire il vero, sono allergiche al silicone. Anche a loro ha pensato Rosso Limone: Gea è in TPE, un materiale altrettanto sicuro (si usa in chirurgia) ma del tutto anallergico.

Ecco perché mi sono commossa: ho pensato allo studio e alla fatica per realizzare qualcosa di così complesso e preciso. Complesso, come ogni donna, come ogni vagina.

Ho avuto la possibilità di fare da tester per Gea. Che ve lo dico a fare, è fantastica! L'ho provata a usare con molte perplessità, nonostante il mio entusiasmo. Non amo cambiare e ho dei brutti trascorsi col ciclo mestruale. Ma me ne sono innamorata subito! E' comoda e capiente, e sento che rispetta il mio fisico. L'inserimento è molto semplice, anche perché graduale dato il bordo obliquo, e sfilarla lo è ancora di più perché si afferra benissimo dalla zigrinatura.

La coppetta mestruale esiste da 80 anni. Adesso ne esiste anche una progettata su di noi.

Scritto da Giovanna Referente Rosso Limone Roma


Di seguito il testo del foglio illustrativo fornito con ogni coppetta Gea.

La coppetta permette di vivere il ciclo mestruale, momento molto delicato nella vita delle donne, in modo positivo, confortevole e sano.

Gea è la coppetta più rispettosa dell’anatomia femminile, è stata studiata dalle donne di Rosso Limone e non ha paragoni con le altre coppette nel mercato. Con l'utilizzo di Gea, le concezioni stesse del ciclo mestruale e della vagina cambiano: da fastidiosi, brutti e nervosi a rassicuranti, belli e tranquilli, con un conseguente bellissimo effetto sul benessere femminile.

 Ti presentiamo Gea: una coppetta mestruale riutilizzabile, che si ammorbidisce con il calore del corpo adattandosi alle tue forme, facile da usare e prodotta nel Bellunese esclusivamente per Rosso Limone, è in TPE medicale, non contiene lattice ed è anallergica. Una volta inserita, aderisce perfettamente alle pareti vaginali raccogliendo il flusso mestruale, anziché assorbirlo come gli assorbenti, evitando così problemi di perdite e rispettando l’equilibrio naturale delle mucose vaginali.
Gea è sicura, comoda, pratica e confortevole, si può utilizzare giorno e notte e ti permette di praticare tutti gli sport, anche quelli acquatici. Gea deve essere svuotata, risciacquata e reinserita ogni 4/8 ore. Gli assorbenti e i tamponi usa e getta non sono più una scelta obbligata: è un’alternativa innovativa ed ecologica che pensa al tuo benessere e all’ambiente. Gea ti ama e ama la Terra.

se ci pensi tutto ciò che dovrebbe passare nella vagina non è perfettamente cilindrico (pene, testa di un bambino), per questo ha una forma così particolare. Ha un davanti e un dietro con diversi spessori: sulla parte anteriore è molto sottile per evitare che prema sull’uretra e la vescica e sul retro invece è più spessa per contrastare la pressione che può portare il passaggio o il ristagno delle feci nel retto. Il bordo posteriore è più alto di quello anteriore perché la vagina non è perfettamente dritta ma ha un’inclinazione, il bordo così strutturato permetterà di vestire bene la coppetta. L’anello di rinforzo è all’interno della coppetta e non all’esterno, questo per distribuirne la pressione evitando così di sentire la coppetta e renderla estremamente confortevole.

Può essere necessario fare un po’ di pratica per trovare la posizione più adatta per inserire e rimuovere correttamente Gea; ma una volta imparato, ti sorprenderai nello scoprire la sua efficacia. Ti suggeriamo di esercitarti provando a metterla senza avere il ciclo (questo ti permetterà di conoscerla senza paure) e di metterla alla prova la prima volta utilizzandola nei giorni di minor flusso.

La Coppetta Gea, può essere utilizzata da tutte le donne. Sotto i 30 anni o comunque prima dei parti è consigliata la taglia 1, dopo i 30 anni o comunque dopo i parti la taglia 2. La questione delle taglie è comunque molto delicata, ogni donna è un mondo a se, è importante che ognuna scelga per sé, le taglie sono solo un’indicazione. Possono usarla anche le donne vergini, naturalmente c’è l’alta possibilità che si rompa l’imene inserendola, provocando anche qualche dolore che al secondo ciclo solitamente passa.

Prima dell’utilizzo
Verifica che i fori sulla parte superiore della coppetta siano aperti, quindi sterilizza Gea facendola bollire per almeno 3-5 minuti completamente immersa nell’acqua per non danneggiarla. La coppetta va sterilizzata all’inizio di ogni ciclo.

Inserimento della coppetta mestruale Gea
Gea si posiziona più in basso di un assorbente interno. L’igiene delle mani è essenziale, lavale sempre accuratamente prima di toccare la coppetta, nel caso tu sia fuori casa, ti consigliamo l’utilizzo dell’acqua detergente Brezza della linea Medea, sia sulle mani che nelle zone intime e sulla coppetta.
Ogni donna deve trovare il modo corretto per piegarla e per inserirla.

Sono stati individuati 3 sistemi di piegatura, vedile sulle immagini in alto

Se posizionata correttamente non si sente e non perde. Ci evita i disagi dell’assorbente, quali caldo, irritazioni, odore e del tampone, che assorbendo anche la nostra flora Vaginale e grattando le pareti della vagina, favorisce irritazioni e infiammazioni. Si usa per tutti i giorni del ciclo, risciacquandola ad ogni svuotamento.

Estrazione della coppetta mestruale Gea
Gea deve essere svuotata, risciacquata e reinserita ogni 4/8 ore (a seconda dell’intensità del flusso). Attenzione solo a non tenerla indossata per più di 12 ore consecutive senza svuotarla e lavarla.
E’ importante che tu sia rilassata per poter estrarre agevolmente la tua Gea, pertanto non avere fretta. Se non riesci a raggiungerla con le dita, utilizza i muscoli vaginali per favorirne la discesa. Lavati sempre accuratamente le mani e per facilitare l’estrazione puoi sederti sulla toilette o accovacciarti. Una posizione accovacciata favorisce sia l’inserimento che l’estrazione della coppetta.
Per estrarre la coppetta introduci l’indice e il pollice nella vagina, premi leggermente la base della coppetta o inserisci un dito lungo la parete esterna.
Non estrarre la coppetta tirando il gambo.

Come anticipato, la coppetta può richiedere un po’ di tempo per prendere confidenza con il suo utilizzo.
Ti consigliamo, in caso di bisogno, di contattare la referente o il referente più vicino a te, oppure scrivi a info@rossolimone.com
Vedrai...è molto più facile di quello che pensi!

È possibile sentire un rumore di “rilascio” al momento del distacco della coppetta dalle pareti vaginali.
Estrai delicatamente la coppetta per evitare di rovesciarne il contenuto: una volta che la base di Gea è uscita, inclinala leggermente prima da un lato e poi dall’altro per completare l’estrazione. In questo modo potrai garantire una facile rimozione e mantenere la coppetta in posizione verticale evitando la fuoriuscita del contenuto. Svuota la coppetta nella toilette, risciacquala con acqua e reinseriscila. Puoi spruzzare l’acqua igienizzante Brezza sulla coppetta per una maggiore igiene.

Manutenzione e Pulizia
E’ molto importante che la tua Gea sia sempre pulita. Sterilizzala facendola bollire in acqua per 3-5 minuti facendo attenzione che l’acqua non evapori. Puoi anche utilizzare uno sterilizzatore a vapore. Tra un cambio e l’altro lavala accuratamente con un sapone intimo e dell’acqua calda, avendo cura di eliminare ogni residuo di sapone che potrebbe provocare un’irritazione vaginale. Puoi utilizzare uno spazzolino morbido per pulire le nervature. I piccoli fori posti poco sotto il collo di Gea favoriscono la neutralizzazione dell’effetto sigillo. E’ fondamentale che questi fori restino liberi e non vengano ostruiti. Fuori casa fai attenzione ad utilizzare sempre dell’acqua potabile per lavare la coppetta. Col passare del tempo è possibile che la colorazione di Gea sbiadisca, ma ciò non ne pregiudica in nessun caso l’efficacia. Se noti delle lacerazioni o dei cambiamenti di consistenza superficiale, ti raccomandiamo di sostituirla. Conserva la tua Gea all’interno dell’apposito sacchetto di cotone in dotazione. Non riporla in sacchetti di plastica o contenitori a chiusura ermetica. Sconsigliamo fortemente l’utilizzo di disinfettanti a base di cloro o del microonde per la pulizia della coppetta, questi possono lasciare residui nocivi per le mucose vaginali o modificare la consistenza e la forma della coppetta stessa. Se mantenuta correttamente ha una durata dai 7 ai 10 anni e non crea rifiuti difficilmente smaltibili.

Qualche consiglio per la risoluzione dei problemi

PERDITE
Il più delle volte le perdite sono causate da un posizionamento scorretto di Gea. Per assicurarti che la coppetta si sia adattata completamente alle pareti vaginali, toccane la base ed eventualmente passa un dito sulla superficie per posizionarla correttamente. Non è necessario rimuoverla. Controlla inoltre che la coppetta sia posizionata sufficientemente in basso nella vagina, non collocarla alla stessa altezza di un assorbente interno poiché la sua posizione corretta è all’entrata della vagina. Se continui ad avere perdite con la taglia 1, prova con la taglia 2; se già usi la taglia 2 è possibile risolvere il problema con la pratica di esercizi del pavimento pelvico o l’utilizzo delle palline geisha.

 GAMBO
Il gambo di Gea non deve sporgere dalla vagina, è stato appositamente studiato per essere accorciato in modo che la sua estremità raggiunga il bordo della vagina senza sporgere. Accorcia poco a poco il gambo utilizzando un paio di forbici pulite, inserendo ogni volta la tua Gea sino a trovare la lunghezza giusta per te. Alcune donne hanno necessità di tagliare completamente il gambo, ma ti consigliamo di farlo quando sarai certa di poter estrarre Gea senza il suo ausilio. Il gambo non è fatto per estrarre la coppetta tirandolo, questo ne causerebbe la rottura, se il gambo si rompe puoi continuare ad utilizzare tranquillamente la tua coppetta anche senza.

CONSIGLI
Una immagine positiva del nostro corpo è essenziale per aver un ottimo rapporto con esso.
La coppetta mestruale può cambiare in modo incredibile il rapporto con la nostra vagina e con il ciclo mestruale. L’utilizzo di Gea non ha alcuna influenza sulle secrezioni vaginali e puoi utilizzarla preventivamente nei giorni precedenti all’inizio del ciclo mestruale e per tutta la durata dello stesso sia che le tue perdite siano deboli o abbondanti. Per una maggiore tranquillità, le prime volte puoi abbinare Gea a un salvaslip, meglio se in cotone lavabile. Sebbene non sia assolutamente necessario, alcune donne preferiscono estrarre Gea prima dell'evacuazione. E’ possibile utilizzare Gea con la spirale (IUD) e l’anello contraccettivo, tuttavia ti consigliamo di consultare il tuo ginecologo. Per qualsiasi informazione aggiuntiva, problemi o quesiti, ti invitiamo a contattare la referente o il referente più vicino a te, oppure scrivi a info@rossolimone.com
Vedrai...è molto più facile di quello che pensi!

Avvertenze
La coppetta mestruale Gea non è un metodo contraccettivo e non protegge dalle malattie sessualmente trasmissibili (MST). Estrai immediatamente Gea e contatta il tuo medico qualora compaiano sintomi come dolore, sensazione di bruciore o infiammazione alle vie genitali durante la minzione. Non è necessario estrarre Gea quando urini o vai di corpo, ma è indispensabile toglierla prima di un rapporto sessuale.
Ti raccomandiamo di non scambiare la tua Gea con altre persone. Tieni la coppetta fuori dalla portata di bambini o animali domestici. Abbiamo realizzato Gea in TPE, non contiene lattice ed è anallergica, materiale che garantisce una durata, qualità e biocompatibilità nettamente superiori ad altri materiali, quali gomme sintetiche o lattice, normalmente utilizzati.



mercoledì 30 marzo 2016

Vapori Vaginali

Care Amiche, Colleghe … Donne.

Desidero condividere con voi una mia esperienza, sperando che possa esservi utile come lo è stata per me.
Tempo fa ho letto un articolo che parlava di Vapori vaginali. Non vi nascondo che ci è voluto un po' per capire che erano semplicemente dei comuni suffumigi. Praticamente un bagno di vapore intimo...

Veniva affrontato il problema dei dolori mestruali, delle perdite scure prima e dopo il ciclo, dei grumi gelatinosi e si diceva che il metodo era un'ottima cura preventiva.

Più andavo avanti nel leggere più capivo di avere anch'io quei tipi di disturbi.
Incuriosita e interessata mi son detta: "Perché non provare?". In fin dei conti si tratta di un rimedio antico e facile da mettere in pratica, tanto più sembra proprio che non ci siano controindicazioni o effetti collaterali.
Dopo aver letto attentamente le istruzioni, mi sono organizzata per le prime sedute (e lo sono nel vero senso della parola, visto che si deve stare a sedere) per una ventina di minuti, con sotto una pentola di acqua calda a temperatura tollerabile nella quale avevo lasciato in infusione le erbe prescelte, avvolta in una coperta, leggendo o semplicemente prendendomi cura di me stessa.

Ho usato solo parte degli ingredienti e nello specifico mi sono avvalsa delle proprietà di alcune piante officinali che avevo in casa: camomilla, lavanda e timo, ma la lista dalla quale attingere è lunga e variegata.
Il primo mese ho preso la cosa come una vera e propria terapia. Iniziavo a fare le sedute di bagni di vapore una settimana/dieci giorni prima dell'inizio del ciclo, tutte le sere prima di coricarmi e non vi nego che ero un po' provata, soprattutto nei giorni in cui rientravo tardi dalle prove di canto.

Poi, notando i miglioramenti e i benefici, non tanto nel primo ciclo mestruale ma nel secondo (diminuzione di macchie scure pre-ciclo e riduzione dei dolori mestruali), mi sono ricreduta sulla reale fatica di questo impegno. In effetti, ne valeva la pena!
A oggi ho già fatto tre cicli di Vapori vaginali e devo dire che mi sento meglio, non ho più macchie scure all'inizio del ciclo, grumi gelatinosi e dolori più o meno fastidiosi e inoltre mi sembra che anche il colore del mestruo sia leggermente più chiaro.

Un po' di storia: I Bagni di vapore vaginale o Yoni sono un vecchio trattamento per le donne utilizzato dalle levatrici Maya, dai guaritori tradizionali del centro e sud America e usato anche in Estremo oriente. La pratica è menzionata nelle prime cronache dei frati spagnoli che hanno descritto questo metodo di guarigione dei Maya e degli Aztechi.

Fare i vapori vaginali è veramente semplice, ti basta un po’ di accortezza, attenta che l’acqua non sia troppo calda e poche cose di seguito elencate.

- 2 litri di acqua
- 30 grammi di erbe officinali: origano, basilico, calendula, rosmarino e artemisia, bardana, camomilla, achillea, piantaggine, lavanda e timo. Le puoi usare separatamente o mescolare assieme
- una coperta abbastanza grande da avvolgerti. Mantenere tutta la fascia della pelvi al caldo è FONDAMENTALE.
- un’ora di tempo

Gli oli essenziali sono sconsigliati per i vapori vaginali perché troppo concentrati per questo scopo.

Indicazioni:
Immergi le erbe in una pentola di acqua bollente per dieci minuti con il coperchio. Alcune donne siedono sulla tazza del water mettendo la pentola dentro il water (se rimane ferma senza scivolare) oppure pulisci bene il bidet e versaci direttamente l’acqua con le erbe. Siediti sopra al vapore senza vestiti, dalla vita in giù, tenendo calda la zona con una coperta, che manterrà il vapore circoscritto nella zona. Naturalmente l'acqua non deve essere troppo calda per non scottare la vulva. Il caldo umido e le erbe sciolgono e rendono possibile il drenaggio di contenuti all'interno di cavità ( come anche i seni nasali quando si praticano i suffumigi per la sinusite o il raffreddore). Il caldo umido inoltre rilassa la muscolatura perineale e quella attorno al perineo. Con questa pratica , inoltre, ci si dà la possibilità di fermarsi e prendersi tempo e cura di sé. Cerca di restare sopra i vapori per una ventina di minuti, ascolta sempre e comunque il tuo corpo per regolare temperatura e durata della seduta. Coprirsi bene durante e dopo.

Il momento migliore per i vapori vaginali è la sera, prima di coricarti, così al termine della seduta potrai stare a letto coperta e rilassata tutta la note. Se questo non è possibile, cerca di ritagliarti almeno un ora di tempo in un luogo caldo, tranquillo e riparato da correnti d’aria.

Concludo dicendovi che ho scritto questo articolo per descrivervi un'esperienza che ho vissuto in prima persona e che in questi tre mesi ha cambiato il mio modo di vivere il ciclo mestruale.

Mi piacerebbe molto rispondere a tutte coloro le quali volessero chiarimenti e dettagli in merito.
Articolo scritto da Giovanna referente di Grosseto, se vuoi contattarla direttamente via mail scrivi a giovanna.grosseto@rossolimone.com


venerdì 11 marzo 2016

Guarire dalla ”SGUATTERITE “ e tornare “WONDER WOMAN “ in 3 mosse

Ebbene si la “sguatterite” è una sindrome subdola che si è insinuata nella mente di molte donne …
Oggigiorno siamo più “sguattere” delle nostre trisavole …
Sì, perchè loro incarnavano il ruolo che la società gli aveva riservato, noi invece siamo ignare di esserlo e questo può essere molto pericoloso!
In questa società, noi donne, siamo indipendenti economicamente, lavoriamo anche fuori casa, andiamo in palestra, seguiamo un corso di cucina, un corso di inglese, un corso di ballo, abbiamo un secondo lavoro (che è quello che ci appassiona), usciamo con le amiche, ci occupiamo della casa, siamo mogli, amanti, figlie, mamme e facciamo anche finta di essere appagate.

In realtà questa si chiama “SGUATTERITE”!

Siamo sguattere di un sistema che ci ha definite “multitasking”, ma soprattutto siamo serve di noi stesse ; crediamo di avere i poteri di Wonder Woman, nella realtà usurpiamo le nostre riserve energetiche. Non sappiamo dire di NO, sembra quasi un'imperfezione del “prototipo donna 2.0”.
Ma guarire si può ! Vai al primo step.

Primo step
Riconoscere di essere “Portatrici di Sguatterite”
Come? Rispondi a queste domande.
Sei sposata? Hai figli? Animali domestici? Un lavoro fuori casa? Sei tu che ti occupi di cucinare? Vai a fare la spesa? Hai anche un secondo lavoro? Segui i tuoi figli nelle loro attività post-scolastiche?
Se hai risposto Sì più di 4 volte vuol dire che hai la signora delle pulizie 2 volte a settimana e porti la biancheria in lavanderia, e se non è così sei affetta da SGUATTERITE! Vai al secondo step.

Secondo step
Impara a chiedere e demandare.
Non è così difficile responsabilizzare gli altri; le persone con cui vivi sono in grado di badare a se stesse e/o di collaborare, stabilisci i compiti di ognuno.
Fare tutto per tutti non vuol dire amarli, li rende dipendenti da te.

Terzo step
Non sei Dio ma puoi diventare una Dea.
Adesso che hai seppellito la sguattera, hai un sacco di tempo libero per fare quello che vuoi, anche per stare sdraiata sul divano a guardare fuori dalla finestra, ricordati che è tempo speso bene perchè serve a ritrovare la Dea che ti abita!

Buona guarigione e buona festa delle Dee a tutte !

Scritto da Mary referente di Rosso Limone.

Scopri nel nostro catalogo il corso dedicato all'autostima, oppure approfondisci il progetto La Bottega

Per maggiori informazioni contatta la referente o il referente più vicino a te, oppure scrivere a info@rossolimone.com


venerdì 29 gennaio 2016

Il segreto della seduzione

La seduzione (condurre a sè) parte da te. Amarti, conoscerti e prenderti cura di te aumenta la tua autostima e di conseguenza il tuo potere seduttivo.

Ce lo spiega Giovanna Modoni, Consulente Rosso Limone di Roma

Tutte conosciamo l’importanza di prendersi cura del proprio corpo anche dal punto di vista estetico. Nelle chiacchiere tra donne, gli accorgimenti di bellezza hanno un ruolo di rilievo: parliamo con le nostre amiche dei metodi migliori per la depilazione, di make up, cura dei capelli, accessori alla moda. Ci domandiamo che cosa ci sta bene e che cosa no, se un abito provocante sia adatto all’occasione di un appuntamento romantico, o magari eccessivo. Per la cronaca, la soluzione che ho trovato io è: se ti ci senti bene, allora va bene.

Prendersi cura di sé risponde a diversi bisogni. Sotto a quello, forse più evidente, di conformarsi a un ideale di bellezza, c'è un'importantissima dimensione intima. Infatti quell'ideale di bellezza si declina in milioni di modi diversi, uno per ciascuna donna, uno per ciascun momento della vita. E di questa dimensione intima fanno parte il piacere di essere guardate, il piacere di sentirsi seducenti, il piacere di essere padrone di quel che si fa di sé… insomma, il piacere!

Quando facciamo per noi stesse qualcosa che ci rende belle, ci stiamo dando una forma di piacere. Lo so, molte di voi ora staranno pensando al fastidio della ceretta, ma anche quella dopo un po' ci dà il piacere di sentirci lisce e di aumentare la sensibilità della pelle depilata . Abituare il corpo al piacere ci permette di vivere meglio ogni parte di esso.
Invece della ceretta, pensiamo a un rituale di piacere quotidiano, quello di spalmarsi la crema idratante . E' un piccolo rito di bellezza che ogni donna dovrebbe potersi concedere: pochi minuti per sentire che la pelle si rigenera, per farsi le coccole, sapendo che domani saremo anche più idratate. E magari, ricordandosi per tutto il tempo quanto ci si ama.

La cura di noi stesse ci rende seducenti e l'abitudine a farlo ci dà la sicurezza di poter essere seducenti in ogni momento, e una tranquilla sicurezza è buona parte della seduzione. Sapere che meritiamo quei due minuti di coccole ogni giorno ci aiuta a ricordare che meritiamo ogni piacere che desideriamo, e l'attenzione di chi amiamo. E' un segreto antico tra donne, che di recente una marca di cosmetici ha tradotto in "perché io valgo".
Senza dubbio noi valiamo, e così anche i nostri desideri. E ci meritiamo di essere splendide come regine pronte alle notti d'amore.

Scritto da Giovanna Modoni, Consulente Rosso Limone di Roma

Mi sono lavata per il toro selvaggio,
Mi sono lavata per il pastore Dumuzi,
Ho unto i fianchi di unguento profumato,
Ho spalmato ambra dal dolce profumo sulle labbra,
Ho colorato gli occhi con bistro.

Il corteggiamento di Inanna e Dumuzi

La seduzione è uno degli argomenti trattati durante le nostre consulenze femminili o maschili, contatta la consulente o il consulente più vicino a te, oppure scrivi a info@rossolimone.com per organizzare la tua consulenza.